Condizioni morbose

Ayurveda e allergie primaverili

Le allergie e le “intolleranze” sono spiegate dall’ayurveda con il concetto di Satmya che può essere tradotto in due modi: “ una sostanza, una situazione o un’abitudine che è utile (benefica) al corpo” oppure “una sostanza favorevole per una persona”. Per certi versi, il termine definisce una sorta di “legge di adattamento”. Considerando anche i tre Dosha, Satmya è quando i Dosha di una persona accettano e si adattano nei confronti di agenti esterni (farmaci, pollini, alimenti, ecc,) o interni (tossine), mentre, al contrario, Asatmya è quando i Dosha non si adattano e reagiscono.

Tuttavia, alla base di questo adattamento c’è Agni, il fuoco digestivo. Agni ha la fondamentale funzione di mantenere la nostra naturale resistenza verso le aggressioni esterne (microbi, allergeni, ecc.) e interne (tossine) attraverso la corretta produzione di Ojas, Tejas e Prana (molto grossolanamente definibili rispettivamente come sistema immunitario, metabolismo e forza vitale). Trasforma l’eterologo in omologo, ovvero ciò che noi non siamo (alimenti) in ciò che siamo (i nostri tessuti, il nostro sangue, i nostri pensieri, ecc.). Come un fuoco purificatore distrugge le tossine e i fattori di aggressione esterna (virus, batteri, allergeni, farmaci, ecc.) La forza di Agni è determinata allo stesso tempo da fattori contingenti e dalla nostra costituzione di base.

Agni si trova nel nostro apparato digerente, importantissimo ambiente di transizione tra l’esterno (macrocosmo) e l’interno (microcosmo). Molte delle malattie che affliggono l’uomo iniziano in questo ambito, dove, come già detto, avvengono cruciali processi di metamorfosi che individualizzano e umanizzano il mondo esterno, portatore di forze a noi estranee e spesso distruttive.

Agni si trova anche nei tessuti periferici e regola le funzioni fisiologiche di ogni organo e cellula. Il mal funzionamento di questi fuochi tissutali può compromettere il rinnovamento cellulare, la disintossicazione e la funzione dei singoli organi. Se il fuoco centrale digestivo e quello dei tessuti, Dhatu agni, sono inadeguati, allora si forma Ama, la “tossina” in senso generale. Una persona con un forte Agni, raramente manifesta allergie e di solito gode di ottima salute.

Ognuno dei tre Dosha, Vata, Pitta e Kapha, interagisce con Ama e produce reazioni locali e sistemiche, che a seconda del Dosha coinvolto, saranno di natura Vata, Pitta o Kapha. La costituzione individuale, che già prevede una diversa proporzione dei Dosha influenza notevolmente l’espressione dei sintomi. In questo approccio costituzionale ed energetico è racchiusa tutta le bellezza creativa delle medicine, come quella ayurvedica, che si rivolgono all’individuo e non alla malattia. Purtroppo, in una medicina moderna sempre più aggiogata alla pastoia del protocollo terapeutico, di spazio per la creatività ne è rimasto davvero poco.

Quindi, se non vogliamo semplicemente curarci in modo passivo assumendo per mesi farmaci sintomatici che hanno il solo scopo di bloccare i processi infiammatori connessi all’allergia e che nulla fanno sulle cause più profonde, l’alternativa è quella di agire prima di tutto sull’alimentazione e la digestione (nel senso del funzionamento di Agni). Una dieta adeguata iniziata diversi mesi prima del periodo dei pollini ha spesso un sorprendente effetto positivo sui sintomi allergici. A questa, si possono affiancare dei farmaci naturali e se necessari, anche quelli allopatici, il cui ricorso sarà di molto ridotto. I farmaci allopatici riguadagnano tutta la loro importanza soprattutto nelle forme acutissime e più gravi.

 

Avvertenze: l’articolo ha solo uno scopo informativo. Per ogni problematica legata alla salute, rivolgersi solo e sempre al medico. 


Dr Francesco Perugini Billi©copyright

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